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Park Chan-wook a Cannes 2026: il maestro della vendetta guiderà la giuria

Aggiornamento: 2 ore fa

Il Festival di Cannes ha deciso di abbandonare le buone maniere. Dopo l’eleganza di Juliette Binoche, la kermesse più prestigiosa del mondo passa il testimone a Park Chan-wook, il regista sudcoreano che ha trasformato la vendetta in una forma d'arte barocca e brutale. L'annuncio ufficiale ha scosso i corridoi dell'industria: sarà lui il Presidente di Giuria della 79ª edizione, portando per la prima volta un autore coreano al vertice del tavolo che assegna la Palma d’Oro.


Ma cosa succede quando metti l’uomo che ha reso iconico un martello in mano a un uomo disperato a giudicare il meglio del cinema mondiale? Preparatevi, perché se il buongiorno si vede dal mattino, la selezione di quest'anno passerà sotto una lente d'ingrandimento spietata, audace e stilisticamente impeccabile. Continuate a leggere per scoprire perché questa nomina cambierà le regole del gioco sulla Croisette.


Sangue, stile e solidarietà: la rivoluzione di Park Chan-wook a Cannes

Non chiamatelo solo "quello di Old Boy". Park Chan-wook arriva alla presidenza di giuria forte di una carriera che è un saggio su come scuotere lo spettatore senza mai rinunciare alla bellezza plastica dell'immagine. Il regista, 62 anni e una bacheca piena di premi (dal Grand Prix del 2004 al premio per la regia per Decision to Leave nel 2022), ha accolto l'incarico con una dichiarazione che mescola poesia e tensione: ha parlato di una "sincronia totale di sensibilità" con i colleghi giurati, sottolineando come il cinema debba essere un atto di unione in un'epoca di divisioni.


La scelta del Festival in realtà non è casuale. Park rappresenta "il cinema degli audaci", come lo hanno definito gli organizzatori: un mix letale di sceneggiature labirintiche, morale ambigua e uno stile visivo che non sconti a nessuno. Dopo il successo del suo ultimo film del 2025, No Other Choice (ispirato a Donald Westlake), Park ha dimostrato di saper ancora raccontare la disperazione sociale con la precisione di un chirurgo, confermandosi la voce più potente della "nouvelle vague" coreana.


Il compito della giuria 2026 non sarà semplice: dovranno trovare l'erede di Jafar Panahi, trionfatore dello scorso anno. Ma con un presidente abituato a esplorare gli abissi dell'animo umano (dai vampiri di Thirst agli intrighi noir di Mademoiselle) possiamo scommettere che la Palma d'Oro di quest'anno non sarà un premio di consolazione, ma una sorta di dichiarazione di guerra alla banalità. Il red carpet di maggio si preannuncia insomma già tinto di quel clima cupo che solo Park sa maneggiare.


Mentre il mondo del cinema trattiene il fiato, la curiosità si sposta ora sui nomi che comporranno il resto della giuria. Chi avrà il coraggio di chiudersi in sala con il maestro del pulp coreano per decidere il destino dei film in concorso? Una cosa è certa: sotto la guida di Park Chan-wook, il 79° Festival di Cannes non sarà una passerella come le altre, ma un’esperienza viscerale che lascerà il segno, proprio come il colpo di un martello in un corridoio infinito.


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Marcello! è una testata giornalistica dedicata ai veri cinefili. A tutti coloro che amano il buio della sala cinematografica, l'odore dei pop-corn e la magia del grande schermo. Insomma, a tutti coloro che non riuscirebbero a vivere senza la settima arte.   

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