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The Odyssey, Travis Scott nell’Olimpo di Nolan: cosa sappiamo sul film

Aggiornamento: 2 ore fa

Dimenticate i flauti di Pan e le tuniche polverose dei vecchi kolossal: il mito greco sta per subire un trattamento a base di IMAX e fatti storici distorti. L'annuncio che ha incendiato il web durante l'ultimo weekend di football americano ha confermato quello che nessuno osava immaginare: Travis Scott è ufficialmente entrato nel pantheon di Christopher Nolan per l'attesissimo The Odyssey. Non si tratta della solita comparsata da popstar, ma di un tassello fondamentale in quello che si preannuncia come il vero terremoto cinematografico dell'estate 2026.

Ma perché questa scelta sta facendo impazzire (e discutere) i fan di tutto il mondo? Se pensavate che l'unione tra il rigore architettonico di Nolan e l'energia caotica di Astroworld fosse impossibile, preparatevi a ricredervi. La domanda non è più se il film sarà un successo, ma quanto profondamente questa versione di Ulisse cambierà la nostra percezione dei classici. Allacciate le cinture, perché stiamo per immergerci nel mare di Itaca come non l'avete mai visto prima.


Travis Scott e l'estetica brutale di The Odyssey

Travis Scott nel film The Odyssey

Nello spot TV che ha rubato la scena ai Patriots durante l'evento Americano più seguito dell'anno, Travis Scott non appare come un semplice rapper prestato al cinema, ma come una visione primordiale. Nei panni del bardo di Menelao, lo vediamo dominare la scena sopra un tavolo, mentre arringa guerrieri del calibro di Tom Holland (Telemaco) e Jon Bernthal con una voce carica di quel riverbero metallico che è diventato il suo marchio di fabbrica. "Un trucco per abbattere le mura di Troia", sussurra Scott.


C'è da dire che la collaborazione tra i due non nasce dal nulla. Dopo aver curato The Plan per la colonna sonora di Tenet, Scott sembra essere diventato il nuovo feticcio estetico di Nolan, capace di portare una ventata del cosiddetto urban brutalism in un contesto mitologico. Questa volta però, la star di Houston affronta quindi la sua vera prova del fuoco nel cinema, portando con sé un’aura di minaccia e carisma che si sposa perfettamente con la visione oscura del regista.


Bisogna anche ricordare che attorno a lui, Nolan ha costruito una vera e propria "Justice League" del talento recitativo. Matt Damon guida la spedizione nei panni di un Ulisse, affiancato da una Anne Hathaway come Penelope che promette di essere molto più di una semplice moglie in attesa. Con nomi come Zendaya, Robert Pattinson e Charlize Theron a completare il quadro, The Odyssey si configura come un esperimento di casting senza precedenti, dove le icone della Gen Z siedono allo stesso tavolo dei veterani di Hollywood. Il film non si limiterà a narrare il viaggio di ritorno del re di Itaca, ma promette di ridefinire il concetto stesso di "mostro" mitologico. Tra Polifemo e le Sirene, l'estetica di Nolan si preannuncia sporca e incredibilmente immersiva.


La sfida è sicuramente ambiziosa: trasformare un testo scolastico in un’esperienza sensoriale totale, dove la narrazione non lineare e il sound design dirompente di Scott creano un ponte tra il passato remoto e il futuro distopico. Insomma, un'epoca di remake senz'anima l'approccio di Nolan a The Odyssey sembra quindi voler restituire al mito la sua natura originale: quella di un racconto senza precedenti. Con Travis Scott a fare da ponte tra questi due mondi, l'Odissea non è mai stata così vicina a noi. Voi cosa ne pensate? Il rapper una scelta giusta nel cast di questo attesissimo film?


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Marcello! è una testata giornalistica dedicata ai veri cinefili. A tutti coloro che amano il buio della sala cinematografica, l'odore dei pop-corn e la magia del grande schermo. Insomma, a tutti coloro che non riuscirebbero a vivere senza la settima arte.   

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