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Bruce Lee e i classici del kung fu tornano al cinema grazie all’IA

  • Immagine del redattore: Marcello
    Marcello
  • 17 dic 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Il cinema non smette mai di reinventarsi. Ma questa volta la rivoluzione non arriva da un nuovo regista o da una saga rebootata: arriva dall’intelligenza artificiale. E il protagonista simbolico di questa svolta potrebbe essere nientemeno che Bruce Lee.


Durante lo Shanghai International Film Festival è stato annunciato un progetto destinato a far discutere: riportare in vita 100 grandi classici del cinema cinese attraverso strumenti di IA. Il nome dell’operazione è ambizioso quanto il piano: Kung Fu Movie Heritage Project – 100 Classics AI Revitalization.


Dentro ci sono titoli che hanno fatto la storia, da Dalla Cina con furore a Drunken Master, passando per C’era una volta in Cina. In altre parole: Bruce Lee, Jackie Chan e tutto il pantheon del kung fu cinematografico.


IA, Bruce Lee e cinema cinese: cosa prevede il progetto

Bruce Lee in azione

Non si parla di semplici restauri in 4K. L’obiettivo dichiarato è molto più radicale. L’intelligenza artificiale verrà utilizzata per aggiornare estetica, suono, ritmo narrativo e perfino l’impianto visivo delle opere originali.


Secondo Zhang Pimin, presidente della China Film Foundation, l’intento non è nostalgia fine a se stessa. L’idea è rendere questi capolavori “compatibili con la sensibilità contemporanea”, senza però snaturarne l’identità culturale.


Il primo esperimento concreto si intitola A Better Tomorrow: Cyber Border, rilettura in chiave futuristica del classico noir di John Woo. Non un semplice remake. Un rifacimento costruito con tecnologie IA applicate a sceneggiatura, animazione e rendering. La produzione, sorprendentemente, ha coinvolto circa trenta persone. Un numero impensabile per un progetto di questo tipo fino a pochi anni fa.


Una nuova frontiera o solo un esperimento?

Il fondo iniziale stanziato per il progetto supera i 100 milioni di yuan, circa 14 milioni di dollari. Non si tratta quindi di un test marginale, ma di un investimento strutturato. La vera domanda è se assisteremo a un semplice aggiornamento estetico o a un cambio di paradigma produttivo. Se questi remake AI funzioneranno, potrebbero aprire una fase completamente nuova nel rapporto tra cinema e tecnologia.


Immaginare Bruce Lee che torna sul grande schermo grazie all’intelligenza artificiale è affascinante. Ma è anche destabilizzante. Il cinema è sempre stato memoria e innovazione insieme. Ora sta cercando di diventare anche ricostruzione algoritmica. Si può dire che il il dibattito sia appena iniziato.

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Marcello! è una testata giornalistica dedicata ai veri cinefili. A tutti coloro che amano il buio della sala cinematografica, l'odore dei pop-corn e la magia del grande schermo. Insomma, a tutti coloro che non riuscirebbero a vivere senza la settima arte.   

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